Il nostro ricordo del carnevale in Val di Sole

by Martina Carnessalini

13 Febbraio 2024

Questa è la storia breve e imperfetta del carnevale di Val di Sole. Scoprila insieme a noi, leggendo il nostro ricordo di questo buffo periodo.

Febbraio, si sa, raggiunge il suo culmine nella decina di giorni che gravitano intorno al giovedì e al martedì grasso. È in questo periodo che si festeggia la più bizzarra, bislacca, buffa festa di tutto l’anno: Carnevale.

Anni fa, quando a gestire l’hotel c’era Giorgio, il nostro papà, festeggiavamo carnevale insieme agli ospiti, organizzando una festa in maschera di martedì grasso. Papà era il primo a prestarsi a scherzi e travestimenti e, con la sua leggerezza, sapeva creare quell’atmosfera sospesa e spensierata che è tipica di questa festa.

Ovunque, infatti, il carnevale è una parentesi tra la fine del Natale e l’inizio della Quaresima. Un periodo in cui il mondo gira alla rovescia e tutte le regole vengono sospese in un girotondo di sfrenata e trasgressiva allegria.

Un’allegria che, dalle nostre parti, non restava confinata tra le mura e le sale dell’albergo ma contagiava tutta la valle e i suoi abitanti.

Anche se a fasi alterne, il Gran Carnevale Solandro anima la nostra bella valle fin dal 1973. Fu in quell’anno, infatti, che questa iniziativa si svolse per la prima volta, grazie all’impegno di un gruppo di giovani del paese di Terzolas che decise di realizzare l’idea, venuta a Don Mario Bruscoram di allargare il carnevale del paese anche ai borghi limitrofi. Il fermento suscitato dalla manifestazione fu tale che venne ripetuta fino al 1977, diventando ogni anno sempre più grande e chiassosa.

Il Gran Carnevale Solandro iniziava il giovedì grasso con la sfilata delle maschere, dei carri e dei trabiccoli, accompagnata dalla musica festosa della banda del paese; continuava poi la domenica, quando nella piazza del paese veniva organizzata la sbigolada, una grande pastasciuttata alla quale non mancavano mai taglieri di affettati locali, buon vino e, soprattutto, i dolcissimi grostoi, dolce tipico carnevalesco che somiglia alle frappe o alle chiacchiere che vengono preparate in altre regioni d’Italia.

Il giorno più atteso era però il martedì grasso, quando andava in scena il gran finale. Tutte le attività che avevano animato i giorni precedenti convergevano e si univano in un crescendo travolgente di allegria e baldoria che culminava, all’arrivo del buio, con l’accensione dei falò che, dall’alto, illuminavano la valle accompagnati dai suoni e dai canti di paesani e turisti in festa.

Da allora sono passati molti anni e il Gran Carnevale Solandro è stato riproposto più e più volte e in tante formule diverse. A non essere cambiata mai è la voglia di scherzare, divertirsi e stare insieme che lo ha reso, e lo rende ancora oggi, uno degli appuntamenti più amati di tutta la Val di Sole.

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by Martina Carnessalini

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